E’ vero che prima del ‘700 le donne non portavano le mutande?

Il termine “mutanda” deriva dal latino mutandus (dal verbo mutare) e significa “cosa da cambiare”.
Anticamente, le mutande erano un indumento tipicamente maschile, solitamente in lino e di lunghezza variabile a seconda della moda del periodo. Le donne solitamente non portavano mutande ma la camicia.
Nel corso dei secoli le mutande sono entrate ed uscite dai guardaroba delle donne, ma fino al ‘700 erano considerate un indumento sconveniente. Caterina de’Medici, nel ‘500, ne introdusse l’uso tra le nobildonne: inventò dei mutandoni con la funzione di coprire le gambe delle signore durante l’equitazione. Questa moda si diffuse tra gli ambienti nobiliari europei, ma, ben presto, le mutande divennero uno strumento di seduzione: erano confezionate con tessuti d’oro e d’argento, ornate da ricami e pietre preziose. Indossarle divenne, quindi, un segno di eccessiva frivolezza e libertà di costumi. La chiesa le osteggiava reputandole un capo osceno e libidinoso.

In Italia si dice le introdusse Isabella d’Este nel 1500. Erano larghe e lunghe fino al ginocchio, ma diventarono subito un indumento per le prostitute, che le indossavano ornate di ricami e nastri e che le lasciavano intravedere sollevando le gonne.

Le mutande femminili entrarono nell’uso comune piuttosto tardi. All’inizio dell’Ottocento, diventarono, pur fra molte resistenze, parte della biancheria femminile: il modello era formato da lunghe brache tubolari accuratamente nascoste.
Assieme alle mutande venne introdotta anche la biancheria intima, bianca e ornata di pizzo. Essa era tuttavia riservata soprattutto alle signore, e solo all’inizio del Novecento entrò anche nell’uso delle classi popolari.
Col progredire del ‘900 le mutande si accorciarono e arricciarono. Con l’avvento della celebrata “donna fatale” la biancheria assunse connotazioni più erotiche, e addirittura le mutande venivano mostrate, accompagnate da calze nere, nello sfrenato ballo del “can can”.
Negli anni ’20 del novecento le mutande diventarono corti pagliaccetti, per poi accorciarsi sempre di più fino agli anni ’60, quando la minigonna obbligò ad usare slip piccoli e discreti.
Oggi le mutande vengono confezionate nelle fogge e nei materiali più vari e sono diventate di uso comune, anche se nel mondo dello spettacolo si preferisce talvolta rinunciarvi specie sotto certi abiti da sera, per evitare che l’intimo risulti visibile.

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