Animali velenosi – Rana dorata

Rana dorata (Phyllobates terribilis)

La Rana dorata, o rana freccia, è un grazioso anfibio originario della foreste pluviali delle Ande occidentali colombiane. Il suo colore così vivido è un avvertimento per i predatori, questa piccola rana, infatti, è molto velenosa.
E’ di dimensioni piccole (45-47 millimetri) e la pelle è di un colore vivo e può avere a volte delle piccole macchie scure. Generalmente è di colore giallo dorato, ma può essere anche arancio o verde tendente al metallizzato.

Una curiosità è il colore delle sue palpebre che è nero, così che la rana sembra avere sempre gli occhi aperti.
Le sue zampe sono munite di dischi adesivi o ventose che le permettono di arrampicarsi sugli alberi.
Si nutre di formiche e termiti o di piccoli invertebrati che trova sul suolo della foresta. Si pensa che il suo veleno derivi da alcuni degli insetti di cui si nutre (che lo deriverebbero a loro volta dalle piante che mangiano) dato che il veleno che secerne non sembra prodotto dal suo corpo. Una prova di questo è il fatto che le rane allevate in cattività sono quasi del tutto innocue. Non è ancora chiaro, però, quale insetto sia il responsabile della sua velenosità e se la rana assorba da essi solo gli alcaloidi che poi trasforma in veleno o direttamente il veleno.
Il veleno viene secreto dalla pelle della rana ed è una batrachotossina, cioè un veleno neurotossico, che interferisce con la trasmissione delle informazioni da parte dei nervi. I muscoli delle vittime restano immobilizzati in stato di contrazione e questo porta insufficienza respiratoria, problemi cardiaci quali fibrillazione (che è una contrazione del muscolo cardiaco fortemente alterata che può portare al suo arresto) o insufficienza cardiaca. 
Il veleno di queste rane viene utilizzato dagli indigeni, che abitano le foreste nelle quali vivono questi anfibi, per avvelenare le punte delle frecce che usano per cacciare (che restano velenose per circa 2 anni), da qui il nome di rana freccia. 
Il veleno di queste rane può sopravvivere per lunghissimo tempo, anche anni, senza alterarsi, anche se viene asportato dalla pelle dell’animale e conservato su un supporto diverso.
Questa rana viene considerata uno degli animali più tossici mai studiati: la sua tossina è molto più tossica del curaro. La quantità di veleno presente sulla pelle di una sola di queste rane, grandi poco più di un pollice umano, è sufficiente ad uccidere 15 persone.

Fonti: La tela nera e wikipedia

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