Sapevate che gli uccelli migratori sono 50 miliardi?

Tutti gli anni in primavera gli uccelli migratori, migliaia di specie in tutto il mondo, lasciano le zone di svernamento per raggiungere le località di origine e riproduzione secondo un itinerario che nel nostro emisfero va da Sud a Nord. I percorsi possono essere di migliaia di chilometri, scavalcando, come nel caso della cicogna nera, anche le montagne himalayane. Secondo gli studiosi circa 50 miliardi di volatili intraprendono questo viaggio, il cui ritorno è in autunno. Fringillidi come le peppole, ad esempio, si spostano in milioni di esemplari.
In genere gli uccelli compiono due migrazioni annuali: una che fanno subito dopo lo svezzamento, insieme ai genitori, verso regioni a clima più mite e con quantità e qualità di cibo migliore; e una facendo la rotta inversa, verso le regioni in cui sono nati, che per il periodo della riproduzione hanno un clima più fresco e una quantità di cibo superiore, così da consentire una più facile gestione della crescita dei piccoli.

Le migrazioni
Alcuni uccelli sono strettamente sedentari o stazionari, ma numerose specie migrano, ossia si spostano regolarmente da una regione all’altra quando cambiano le stagioni. Sia l’area estiva sia l’area invernale delle specie sono ben definite. I risultati ottenuti marcando singoli uccelli con anelli numerati applicati alle zampe indicano che molti di essi ritornano nei luoghi occupati precedentemente. La maggior parte degli uccelli compie migrazioni latitudinali, ossia si trasferisce da Sud a Nord e in senso inverso; gli uccelli si trasferiscono nelle vaste masse di terre emerse delle regioni temperate settentrionali e subartiche, dove trovano habitat per l’alimentazione e la nidificazione durante i mesi più caldi, e poi si ritirano a Sud per svernare. Un movimento opposto e meno imponente si osserva nell’emisfero australe, dove le stagioni sono invertite. Alcuni altri uccelli compiono migrazioni altitudinali, trasferendosi in regioni montuose per trascorrervi l’estate e ritornando nelle regioni pianeggianti per trascorrervi l’inverno.
La maggior parte delle specie percorre rotte migratorie stabilite e viaggia seguendo più o meno un programma, arrivando e sparendo regolarmente secondo il calendario. Alcuni uccelli migrano tenendosi vicino al suolo, altri ad un altitudine di 900-1.500 m. ma raramente superiore. Sebbene gli individui possano volare con una velocità di 50-80 km/h, essi si fermano per alimentarsi, vengono oltrepassati da altri individui, quindi si rimettono in viaggio; perciò, il fronte di migrazione procede piuttosto lentamente, con una velocità media di circa 40 km/d.
In generale, prima della migrazione, riserve di grasso, assenti in altri periodi, si accumulano rapidamente per fornire un combustibile supplementare durante i lunghi voli. Inoltre, numerosi uccelli strettamente diurni diventano notturni durante la migrazione. 
Nella migrazione, alcuni uccelli seguono punti di riferimento evidenti: coste, fiumi, catene montuose, mentre altri passano su mari e terre con poche caratteristiche topografiche. Inoltre, in alcuni giovani uccelli che migrano indipendentemente dai loro genitori, il riconoscimento dei punti di riferimento può essere innato. L’imprinting durante lo sviluppo precoce permette ad alcuni uccelli di riconoscere la regione in cui sono nati quando vi fanno ritorno. (Fonte)

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