La formica zombie e il fungo che ne controlla la mente

Lo zombie dei film è una creatura semplice con gusti semplici, gode delle piacevoli passeggiate sulla spiaggia, mangia fuori con orde di amici, e di tanto in tanto si fa una bella caduta giù da una rampa di scale. Si comporta in questo modo perché il patogeno che lo ha contagiato non richiede comportamenti complessi al fine di replicarsi – comanda semplicemente un conenitore affamato, quasi indistruttibile che può arrivare a piedi fino al suo prossimo potenziale ospite.
Ma sul nostro pianeta esistono formiche zombificate che subiscono una traformazione decisamente più complessa, e più inquietante, per opera di funghi parassiti altamente sofisticati che assumono il controllo delle menti degli insetti. Ciò che ne consegue è che tra l’ospite e il parassita privo di un cervello proprio, nasce una battaglia molto più strana e molto più metodica di qualsiasi cosa mai sognata da Hollywood. (Il fungo zombificante che attacca gli esseri umani nel videogioco “The Last of Us” ci si avvicina, ma la sua controparte nella vita reale è molto, molto più strana. E non dovete pagare 60 dollari per vederlo.)
Per molti di noi è difficile sentire affinità per le formiche, che ci rovinano i pic-nic o addirittura intere città, ma è decisamente inquietante guardarne una infettata da questi funghi parassiti – varie specie del genere Ophiocordyceps, ognuna delle quali, incredibilmente, attacca solo una singola specie di formiche. Una volta che un membro disciplinato di una società rigidamente strutturata, la formica, viene colpita, inciampa fuori dalla sua colonia come l’ubriacone della città, guidata da un agente patogeno che ha minato il suo cervello con un cocktail di sostanze chimiche.
La formica si dirige, per volere del fungo, in una precisa posizione nella foresta.
Gli scienziati, tracciando le coordinate di queste formiche sfortunate, hanno documentato una regolarità impressionante nei loro viaggi, che rende il patogeno un po’ come un GPS per l’insetto, solo che la formica non ha mai chiesto indicazioni.
Le formiche “sono manipolate per recari in posizioni molto specifiche, sulla parte inferiore di una foglia orientata verso nord e attaccarsi alla vena principale a circa 25 cm da terra,” ha detto David Hughes, un ecologo comportamentale presso la Penn State. “E tutto questo avviene con una notevole precisione, intorno al mezzogiorno solare, rendendo questo uno degli esempi più complessi di manipolazione parassitaria del comportamento dell’ospite.
E’ una posizione scelta dal fungo, incredibilmente, per la sua temperatura ideale e per l’umidità – Hughes ha sperimentato questo spostando le formiche fuori da questi luoghi in zone più secche o in zone più calde, dove il fungo non è riuscito a crescere.
Una volta che la formica si è ancorata, affondando le sue mandibole nella vena della foglia, essa muore, e dalla parte posteriore della sua testa esce un peduncolo, che, pur essenso in un certo senso molto bello, potrebbe essere considerato il cappello meno desiderabile del mondo. Da questa posizione le piogge portano le spore del fungo verso i compagni di lavoro della formica morta, che camminano sul suolo sotto la foglia, attaccandosi ai loro esoscheletri e dando inizio a quella che potrebbe essere chiamata eufemisticamente una procedura invasiva.
Al fine di trapassare [ l’esoscheletro ], il fungo accumula pressione“, ha detto Hughes. “Sappiamo dallo studio di parassiti fungini delle piante, in particolare del riso, che questi funghi possono sviluppare all’interno delle proprie spore una pressione equivalente a quella presente nella ruota di un aereo 747. Così, dopo aver accumulato tutta questa pressione, e quando questa ha raggiunto un livello sufficiente, praticano un buco attraverso l’esoscheletro e iniettano tutto il materiale genetico” nella sfortunata formica. Così il ciclo ricomincia .
Secondo Hughes, oltre alle 160 specie conosciute di funghi parassiti delle formiche, ci potrebbero essere alcune migliaia di varietà supplementari di questi parassiti là fuori ancora da scoprire.
Il rapporto è una notevole dimostrazione di coevoluzione ospite-parassita che gli scienziati stanno appena iniziando a capire. Reperti fossili di foglie morsicate e sfregiate mostrano che questo è già accaduto (pdf) per almeno 48 milioni anni – con funghi cacciatori di formiche, ognuno dipendente da una singola specie, che ha portato allo sviluppo di adattamenti sorprendenti per sopravvivere. E in risposta, le formiche hanno sviluppato le proprie difese.
Il fungo ha bisogno di trasmettersi“, ha detto Hughes , “e non può farlo all’interno del nido, perché le società delle formiche, per sopravvivere, hanno necessariamente sviluppato un sistema immunitario profilattico, che fa affidamento su difese comportamentali. Le formiche hanno una cosa chiamata immunità sociale. Esse prevengono la diffusione di malattie all’interno del nido semplicemente trovando gli individui malati e buttandoli fuori
Nonostante le contromisure delle formiche, questi funghi sono estremamente virulenti e possono, come si sta’ cercando di provare, spazzare via intere colonie. Lasciati incontrollati, i funghi potrebbero plausibilmente portare se stessi e le loro schiere di formiche zombi all’estinzione. Ma a questo punto il racconto diventa strano. I funghi parassiti hanno essi stessi i loro funghi parassiti.
Il successo che riscuotono, che permette a questi funghi di costruire quello che Hughes chiama “cimiteri nella foresta” allo stesso tempo “invita altri organismi ad apofittarne e infettare i vincitori“.
Questi funghi iperparassiti castrano i funghi zombificanti. Così i funghi che parassitano le formiche entrano nel corpo dell’ospite per generare spore che verranno rilasciate per continuare il ciclo, e a questo punto l’altro parassita entra e colpisce.” In uno studio Hughes ha trovato che solo il 6,5 per cento dei corpi fruttiferi del fungo parassita delle formiche produce spore vitali.
Questo circo bizzarro è ancora un po’ misterioso, ma Hughes sta studiando le formiche infettate in laboratorio per capire che tipo di sostanze chimiche i funghi utilizzano per realizzare questo controllo mentale, e come esattamente il controllo mentale influenza il comportamento.
Queste specie, dopo tutto, non sono gli unici funghi con effetti psicoattivi. LSD è stato sintetizzato dallo sclerozio delle graminacee, un fungo della segale che si pensa, anche se non ci sono prove certe, abbia scatenato i comportamenti delle povere anime che vennero poi condannate nei processi alle streghe di Salem.
Stiamo scoprendo che oltre la metà della vita sulla Terra è parassitaria“, ha detto Hughes . “E’ il modo più comune di sopravvivere nella storia della vita sulla Terra. Ma solo una piccola minoranza di parassiti usa il controllo mentale. E perché succede? Qual è la spinta, il fine di controllare il comportamento dell’ospite?
Oltre che per godere di una piacevole passeggiata sulla spiaggia , naturalmente.

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