Trovato in un pesce un nuovo tipo di occhio.

Gli scienziati hanno descritto nei dettagli un pesce, chiamato glasshead barreleye, che si è evoluto con delle ottiche piuttosto bizzarre, ma altamente specializzate. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Proceedings della Royal Society B del 19 marzo 2014, e documentano un tipo unico di occhio che si dimostra una soluzione intelligente per vivere in un ambiente difficile.
Un team guidato dal professor Hans Joachim Wagner ha analizzato un singolo pesce mesopelagico  pescato nel Mar della Tasmania del sud tra 800 e 1.000 metri di profondità. La vita nella zona mesopelagica può essere problematica in termini di visione. Questo perché la luce che viaggia attraverso questa zona è altamente direzionale, il che ha spinto l’evoluzione verso occhi tubolari rivolti verso l’alto. Questo massimizza la sensibilità degli occhi alla luce del giorno che filtra attraverso l’acqua. Di notte e in acque profonde, tuttavia, la maggior parte della luce è prodotta da organismi bioluminescenti che potrebbero provenire da qualsiasi direzione. Gli animali che dimorano in questo ambiente necessitano pertanto di un diverso tipo di occhio, poiché il campo di visibilità degli occhi tubolari è limitata e sarebbe inutile per osservare oggetti di lato o da sotto.
Quindi, cosa succede quando un pesce vuole essere in grado di vedere in entrambi i casi? Alcuni pesci hanno superato il ristretto campo di visione offerto dagli occhi tubolari servendosi di ampi movimenti oculari. Un altro modo per estendere il campo visivo è sviluppare occhi riflettenti. Questo tipo di occhio è fiancheggiato da “specchi” che riflettono l’immagine verso un fuoco posto in un punto centrale. Questo è ciò che il glasshead barreleye, o R. natalensis ha fatto, consentendo la messa a fuoco della luce proveniente da fonti ventro-laterali, frontali e laterali. Questo permette al pesce sia di vedere oggetti quali predatori o potenziali compagni che si stagliano dall’alto sia la bioluminescenza che può provenire da altre direzioni, dando al pesce un ampio campo visivo.
Gli occhi riflettenti si trovano raramente nei vertebrati; sono stati documentati in invertebrati come le capesante, ma questo rappresenta solo il secondo caso di un vertebrato che possiede un tale sistema ottico. L’altro è un pesce suo parente chiamato spookfish brownsnout, o D. longipes. Questo pesce concentra la luce proveniente dall’alto con una lente, e la luce dal basso con uno specchio curvo composto da piccole placche riflettenti composte da cristalli di guanina. Quindi, cosa c’è di così unico in questa ricerca? Ebbene, le parti riflettenti dell’occhio differiscono strutturalmente nel pesce, e cosa forse ancora più intrigante, sono composte da diversi tipi di tessuti. Ciò significa che il pesce ha adottato modi diversi per trovare una soluzione allo stesso problema, il che è eccitante. Il pesce aveva bisogno di migliori campi di visibilità di quelli che un unico tipo di occhio fornisce, e quindi si sono sviluppati cambiamenti che hanno portato in modo indipendente all’evoluzione di due pesci diversi con adattamenti e specializzazioni uniche seppure simili.

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