Perchè ebola è così pericoloso

L’epidemia di Ebola in Africa occidentale è considerata una delle più pericolose ad oggi e l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato l’emergenza sanitaria internazionale; più di 3.850 persone sono morte per questo virus in Guinea, Liberia, Sierra Leone e Nigeria solo quest’anno 

Ma che cos’è Ebola?

Ebola è una malattia virale i cui sintomi iniziali possono includere febbre improvvisa, intensa debolezza, dolori muscolari e mal di gola, secondo la descrizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). E questo è solo l’inizio: le fasi successive sono vomito, diarrea e in alcuni casi emorragie sia interne che esterne.

La malattia infetta gli esseri umani attraverso il contatto con animali infetti, compresi gli scimpanzé, pipistrelli della frutta e antilopi della foresta.

Si diffonde poi tra gli esseri umani attraverso il contatto diretto con sangue infetto, fluidi o contatto con organi del corpo infetti, o indirettamente attraverso il contatto con ambienti contaminati. Anche i funerali delle vittime di Ebola possono essere un rischio, se i parenti hanno contatti diretti con il corpo del defunto.

Il periodo di incubazione può variare da due giorni a tre settimane, e la diagnosi è difficile. La malattia umana è stata finora per lo più limitata all’Africa, anche se un ceppo è presente nelle Filippine.

Gli operatori sanitari sono a rischio se trattano i pazienti senza prendere le giuste precauzioni per evitare l’infezione. Le persone sono contagiose per il periodo di tempo nel quale il loro sangue e le secrezioni contengono il virus in alcuni casi, fino a sette settimane dopo il loro recupero.

Dove colpisce?

Focolai di Ebola sono presenti principalmente in villaggi remoti dell’Africa centrale e occidentale, nei pressi di foreste pluviali tropicali, dice l’OMS.

 
La malattia è stata scoperta nella Repubblica democratica del Congo nel 1976, colpiva soprattutto i paesi più a est, come l’Uganda e Sudan.

L’epidemia di quest’anno è insolita perché è iniziata in Guinea, paese che non era mai stato colpito, e si è diffusa rapidamente nelle aree urbane.

Da Nzerekore, una remota regione del sud-est della Guinea, il virus si è diffuso nella capitale, Conakry, e nelle vicine Liberia e Sierra Leone.

Ci sono stati 20 casi di Ebola causati da qualcuno che ha viaggiato da un paese dove era presente l’infezione trasmettendola in Nigeria, dove sono otto i morti accertati. Gli Stati Uniti e il Senegal hanno entrambi confermato un caso ciascuno. I Centri statunitensi per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC) hanno comunicato a settembre che il virus potrebbe essere stato contenuto con successo in Nigeria e Senegal.

Nel mese di ottobre, un infermiera in Spagna è diventata la prima persona a contrarre il virus mortale al di fuori dell’Africa occidentale, dopo il trattamento di due missionari spagnoli che alla fine sono morti di Ebola a Madrid.

Medici Senza Frontiere (MSF) dice che l’epidemia è “senza precedenti” poichè i casi sono sparsi in più sedi in tutta la Guinea, a centinaia di chilometri di distanza l’uno dall’altro, e dice che è una corsa contro il tempo” per controllare le persone che entrano in contatto con persone malate nella vicina Sierra Leone.

Possono le pratiche culturali diffondere Ebola?

Ebola si diffonde attraverso il contatto fisico con persone infette. Questo è un problema per molti dei paesi dell’Africa occidentale attualmente colpiti da focolai, siccome le pratiche funerarie per motivi inerenti la religione e la concezione della morte implicano uno stretto contatto fisico col defunto.

L’abbraccio è una parte normale del culto religioso in Liberia e Sierra Leone, e in tutta la regione la preparazione rituale dei corpi per la sepoltura prevede il lavaggio, il toccare e baciare il corpo. I corpi di coloro che godono di uno status più elevato nella società sono spesso accuratamente lavati e preparati. Per una donna questo può includere intrecciarne i capelli, e per un uomo rasarne la testa.

Se una persona è morta di Ebola, il suo corpo avrà un carico virale molto elevato. Il sanguinamento è un normale sintomo della malattia prima della morte. Coloro che maneggiano il corpo e vengono a contatto con il sangue o altri fluidi corporei sono a maggior rischio di contrarre la malattia.

MSF ha cercato di rendere le persone consapevoli di come il loro trattamento dei corpi di parenti morti potrebbe rappresentare un rischio per loro stessi. Si tratta di un messaggio molto difficile da trasmettere però.

Tutti i casi precedenti erano molto più contenuti e si sono verificati in luoghi in cui Ebola era già noto in Uganda e nella Repubblica Democratica del Congo, per esempio. In quei luoghi il messaggio riguardante come evitare il contatto con i corpi dei defunti ha avuto anni per entrare nella coscienza collettiva. In Africa occidentale, semplicemente non c’è il tempo per il necessario cambiamento culturale.

Quali precauzioni devo prendere? L’OMS consiglia di evitare il contatto con i pazienti di Ebola e con i loro fluidi corporei. Non toccare nulla di appartenente al defunto come asciugamani condivisi – che avrebbe potuto diventare agente contaminante.

Chi bada ai malati deve indossare guanti e dispositivi di protezione, come maschere, e lavarsi le mani regolarmente.

L’OMS mette in guardia anche contro il consumo di carne selvatica cruda e qualsiasi contatto con pipistrelli infetti o scimmie. I pipistrelli della frutta, in particolare, sono considerati una prelibatezza nella zona della Guinea in cui l’epidemia ha avuto inizio.

Nel mese di marzo, il ministro della salute della Liberia ha consigliato alle persone di smettere di fare sesso, oltre a consigliare di non stringere la mano o baciare. L’OMS dice che gli uomini possono ancora trasmettere il virus attraverso il loro sperma fino a sette settimane dopo aver essere guariti da Ebola.

Combattere la paura e la stigmatizzazione che circonda Ebola è una delle più grandi sfide che devono affrontare gli operatori sanitari.

Ma gli operatori sanitari stessi stanno sviluppando la paura di trattare i pazienti affetti da Ebola, e chiedono indumenti protettivi più sicuri per quando curano i pazienti.

Ebola ha già causato la morte di decine di medici e infermieri nella regione più colpita da Ebola, incluso il virologo della Sierra Leone ed esperto di Ebola, Sheik Umar Khan.

Questo ha messo ancora più sotto pressione i servizi sanitari di questi Stati dell’Africa occidentale, che soffrono da tempo di una carenza di medici e ospedali.

Cosa si può fare se si viene infettati?

È necessario mantenersi isolati e cercare un aiuto professionale. I pazienti hanno una maggiore  possibilità di sopravvivenza se ricevono un trattamento precoce.

Non esistono vaccini, anche se alcuni sono in fase di test, insieme a nuove terapie farmacologiche. L’OMS ha stabilito nel mese di agosto che i farmaci non testati possono essere utilizzati per il trattamento dei pazienti alla luce delle dimensioni dell’attuale epidemia.

Il farmaco sperimentale ZMapp è stato utilizzato per il trattamento di diverse persone che hanno contratto Ebola: due operatori umanitari degli Stati Uniti e un britannico hanno recuperato dopo l’assunzione del farmaco, ma un medico liberiano e un prete spagnolo sono morti.

I pazienti con Ebola spesso si disidratano quindi dovrebbero bere soluzioni contenenti elettroliti o ricevere fluidi per via endovenosa.

MSF dice che questa epidemia è stata causata dal ceppo più mortale e più aggressivo del virus.

L’attuale epidemia sta uccidendo tra il 50% e il 60% delle persone infette.

Non è noto quali fattori consentono ad alcune persone di recuperare mentre la maggior parte soccombono.

Fonte

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