Operatrice sanitaria inglese ha salvato 100 bambini vittime dello tsunami del 2004

Un operatrice sanitaria britannica ha parlato della sua attività che le ha permesso di aiutare più di 100 bambini rimasti orfani a seguito del devastante tsunami di Santo Stefano che ha colpito l’Indonesia dieci anni fa.
Nizma Scoffield si è imbarcata su un volo per l’Indonesia solo tre settimane dopo il tragico evento e ha cominciato ad aiutare i bambini colpiti dal disastro.
L’orfanotrofio da lei fondato, che si trova nel villaggio di Paroy Lhoong, sulla costa di Aceh in Indonesia, ospitava 50 bambini che hanno perso le loro famiglie nella catastrofe.
Quando lo tsunami di Santo Stefano ha colpito – Nizma ha istituito una casa in una delle zone più colpite e ha preso trenta ragazzi e venti ragazze sotto la sua cura.
La donna, indonesiana di nascita e madre di due figli, si è trasferita a Londra 34 anni fa e ha sposato un inglese – ma è tornata in Indonesia con in  mano i soldi di molte donazioni britanniche, quando per colpa della catastrofe più di 30.000 bambini sono rimasti orfani.

Una volta atterrata, la terza settimana di gennaio del 2005, Nizma vide per prima cosa cadaveri ammucchiati accanto alle macerie e migliaia di bambini che avevano perso le loro famiglie.
Nizma ha detto: “Ci sono stati troppi orfani quando è avvenuto lo tsunami, troppi bambini rimasti senza famiglia, è per questo che abbiamo deciso di istituire l’orfanotrofio.
L’operatrice sanitaria visitò le tende allestite in fretta e piene di orfani gravemente traumatizzati dallo tsunami e con nessuno a prendersi cura di loro.
E’ stato devastante – non potevo nemmeno piangere la prima volta sono arrivata, la distruzione e il danno sono stati enormi” ha aggiunto.
Abbiamo cercato di farli divertire cantando insieme, disegnando e dando loro regali e libri – quando li ho sentiti ridere mi si è quasi spezzato il cuore. Siamo andati a trovare ragazze e ragazzi, erano tutti mescolati e alcuni di loro non parlavano. Abbiamo scelto quelli che non avevano più alcuna famiglia, che erano in realtà quelli che più avevano bisogno del nostro aiuto, sentivamo alcuni di loro gridare di notte.
Nizma ha trasferito 50 dei bambini in una casa in affitto, mentre cercava un terreno per costruire loro una casa.
I bambini sono rimasti spaventati dall’acqua e il rumore della pioggia e avevano gli incubi“, ha spiegato.
L’orfanotrofio nel villaggio di Paray, Lhoong, è un rifugio isolato incastonato tra due colline, accessibile solo in moto.
Comprare ottomila metri quadrati di terreno sulle colline sopra la costa è costato a Nizma circa 3.000 sterline ed altre 85.000 per costruire l’orfanotrofio che sta lì oggi.
Nizma ha detto: “Il denaro è stato donato in gran parte dalla comunità in Inghilterra. La risposta al mio appello è stata semplicemente incredibile, il cuore di tutti è stato lacerato dalla condizione dei bambini. Siamo andati a Lhoong perché era un territorio tagliato fuori, abbiamo provato ad andarci in moto, ma c’era cadaveri appesi agli alberi e quindi siamo andati in barca. Vorrei tornare indietro dall’Asia per parlare dell’Indonesia e dei bambini di lì e raccogliere più soldi per costruire loro una casa, e per vestirli e nutrirli.
Dieci anni dopo gli orfani di Nizma si sono sparsi per tutta l’Indonesia. Gli uomini sono diventati insegnanti e uomini d’affari e le ragazze si sono sposate ed hanno studiato al college.
Nina aveva solo dieci anni quando, aggrappata a un albero di cocco, ha visto sua madre spazzata via dallo tsunami.
Salvata e presa in custodia dal gruppo Chariots for Children, Nina ha trascorso la sua adolescenza in orfanotrofio e sta ora studiando all’università.
A 18 anni vive nel capoluogo di Aceh, ma è ancora terrorizzata dai terremoti e dalla parola morte.
Nizma ha detto: “Quando l’ho vista di nuovo l’ho fissata con stupore, lei sembra così cresciuta e alta, volevo solo abbracciarla e baciarla. Nina ama la matematica, la fisica e la chimica, così come l’economia e gli studi religiosi. Lei mi dice che vuole diventare una psicologa, per aiutare meglio il suo popolo, in futuro.
Un altra orfana dello tsunami, Lia è cresciuta e si è sposata, ma ancora si mantiene in contatto con Nizma.
Nizma ammette che putroppo non si è tenuta in contatto con tutti i suoi orfani, molti dei quali sono ora sposati e si sono allontanati.
Ha detto: “Purtroppo non so che cos’è successo loro – è molto difficile tenere i contatti.
Nizma, da Bromley, sta ora raccogliendo fondi per una nuova generazione di bambini senza casa in Indonesia che visita ogni sei mesi.
La casa riesce a racimolare donazioni per circa 600 sterline al mese, il che fornisce cibo, alloggio e lezioni per gli orfani indonesiani.
Ai bambini, la maggior parte dei quali sono vittime del recente conflitto nel paese, si insegna il corso di studi nazionale, giocano a calcio e praticano le arti marziali.
Nizma sogna di creare un business per gli orfani del villaggio in modo che possano lavorare e guadagnare i soldi per sostenere se stessi.
Nizma ha concluso: “Negli ultimi dieci anni tutto è cambiato, gli Stati Uniti sono venuti e hanno ricostruito le strade, le case che sono state distrutte sono state ricostruite e la gente ha ricominciato a lavorare e a commercare. Alcuni degli orfanotrofi sono vuoti ora, i finanziamenti sono diminuiti così tanto che le associazioni non possono permettersi di tenerli aperti. Ci piacerebbe invitare più bambini a studiare lì e dare loro un buon futuro – vorremmo essere un campus nel quale i giovani possano venire a studiare.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...