Scoperti i primi coltivatori di funghi

Lo sviluppo dell’agricoltura è stato una pietra miliare nella storia umana, ma come specie siamo arrivati abbastanza tardi alla festa. Gli insetti sono arrivati all’agricoltura prima di noi! Uno degli esempi meglio documentati lo troviamo nel mondo delle termiti, dove alcune specie possiedono delle “fattorie” dove coltivano un fungo come fonte di cibo. Anche se molte termiti semplicemente usano il loro intestino e i batteri intestinali per estrarre le sostanze nutritive dal cibo, un gruppo africano chiamato macrotermitines contivano funghi su pellet di materia vegetale parzialmente digerita. Le termiti poi mangiano questi funghi, che forniscono una bella dose di sostanze nutrienti più facilmente accessibili.

L’evoluzione del comportamento di insetti come questi affascina gli scienziati, ma è difficile da ricostruire con precisione. Gli studi sul DNA sono in grado di assemblare l’albero genealogico degli insetti, che a sua volta può suggerire dove e quante volte certi comportamenti sono apparsi evolutivamente. Ma, per capire quando, i fossili sono critici. Questo rivela un doppio enigma, però. In primo luogo, gli insetti hanno un corpo relativamente morbido e spesso non si conservano bene nei reperti fossili. In secondo luogo, le tracce del loro comportamento, come ad esempio i nidi, sono anche mal conservati, o altrimenti trascurati dai paleontologi che potrebbero non riconoscere le strutture.

Quindi, in un recente articolo comparso su PLoS ONE, Eric Roberts e colleghi forniscono alcune prove veramente belle per chiarire l’evoluzione dell’agricoltura fungina nelle termiti. Una serie di fossili provenienti da rocce vecchie di 24,5 milioni di anni provenienti dalla Tanzania mostra quello che è probabilmente il più antico nido di termiti con giardini fungini ancora visibili in dettaglio. Il detentore del record indiscutibile precedente era di circa 7 milioni di anni. Occorrenze più vecchie sono possibili (sui 35 milioni di anni fa), ma sono ancora incerti a causa della cattiva conservazione e di analisi meno dettagliate.

La scoperta annunciata di recente è notevole, per la sua età, ma ancora più notevole per le strutture conservate al suo interno. Sulla base di una serie di analisi che utilizzano più tecniche di imaging, gli autori interpretano i fossili come rappresentanti un fungo “a pettine”, paragonabile a quelli osservati nei moderni nidi di termiti. Questo limita l’origine della coltivazione di funghi a 25 milioni di anni fa, al più tardi, ma potenzialmente potrebbe essere molto più vecchio. Un punto di calibrazione utile, procedendo con gli alberi evolutivi delle termiti basati sul DNA, suggerisce l’origine ultima della coltivazione dei funghi a circa 31 milioni anni fa (con uno scarto di più o meno un paio di milioni di anni, a causa dell’incertezza delle stime dei fossili che in futuro potranno affinare ulteriormente la datazione).

Che cosa significa questa data? Innanzitutto, suggerisce che l’agricoltura fungina non è comparsa molto prima che il moderno gruppo di termiti iniziasse ad espandersi, o forse anche allo stesso tempo. Più interessante, è possibile (anzi probabile) che l’origine della coltivazione dei funghi si sia verificata durante la transizione del paesaggio africano orientale da paesaggio composto in gran parte da foreste a un ecosistema erboso più aperto. Le termiti hanno evoluto l’agricoltura per far fronte a un ambiente che cambiava? E’ troppo presto per dirlo, ma forse la prossima scoperta di un’altra azienda agricola delle termiti fossili fornirà chiarimenti.

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