Piccoli gufi usano come palco per le proprie riprese mentre giocano la sessione di registrazione di una GoPro camera. (foto)

Due gufi appollaiati a Cape Coral, Florida, sembrano essersi veramente divertiti a fare i conti con una telecamera GoPro.

Le fotografie mostrano gli uccelli dagli occhi brillanti in posa davanti all’obiettivo, sfoggiare dei semi-sorrisi con il becco aperto.

La fotografa naturalista Megan Lorenz, di 39 anni, ha messo la GoPro su un prato nel tentativo di filmare gli animali selvatici ed è stata affascinata dalle loro reazioni.

La mia intenzione in effetti era solo di ottenere alcuni fotogrammi sui gufi … ma quando ho visto quanto interesse provasse quel gufetto, si è rivelata un esperienza molto migliore, e diversa di quanto avessi sperato“.

Lorenz ha continuato: “Ha becchettato la fotocamera, le ha dato dei colpetti e ogni tanto la spingeva, ha giocato a testate con essa, e questo è uno dei comportamenti che preferisco.

Questi amici pennuti sono civette delle tane, dei gufi che misurano appena 25 centimetri di lunghezza e sono originari del Nord e Sud America. Essi prendono il nome dal fatto che fanno il nido in cunicoli nel terreno.

Lorenz, la cui attività ha sede a Toronto, in Ontario, ha seguito alcune  colonie di civette delle tane in Florida, negli ultimi anni.

Ha concluso: “Amo le foto che mostrano un collegamento tra le persone, gli animali e il loro ambiente e sono molto felice di aver avuto un così curioso gufetto da fotografare quest’anno.
Quando prendo delle fotografie e le guardo di nuovo dopo anni e mi fanno ridere… è in questo momento che so di avere un vincitore. Se fanno ridere me, spero che altri abbiano la stessa reazione.

Più di recente la Lorenz ha fotografato la fauna selvatica invernale nel Parco provinciale di Algonquin, vicino a casa in Ontario. E’ stata insignita dalla Regina Elisabetta II della Diamond Jubilee Medal per il suo servizio dato alla fotografia.

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Dei cuccioli di canguro rimasti feriti ed orfani sono stati salvati da eroi del Fondo Internazionale per il Benessere degli Animali. (video)


Incendi devastanti hanno colpito parti del sud dell’Australia e la regione di Victoria nelle ultime settimane e hanno lasciato molti animali nativi gravemente ustionati, orfani e senza casa.

Dopo l’appello della scorsa settimana il Fondo Internazionale per il Benessere degli Animali (IFAW) è stato inondato dai guanti per i koala che avevano le zampe ustionate per colpa del fuoco, ma adesso sono i cuccioli di canguro ad avere bisogno di aiuto.

Molti piccoli canguri, alcuni molto giovani, sono rimasti feriti e senza le loro madri, e così i volontari del Fondo  Internazionale per il Benessere degli Animali devono recuperare dei sacchetti nei quali poter tenere i giovani animali al caldo e al sicuro.

Non sono solo i koala ad essere stati colpiti da questi incendi,ha detto al Daily Mail Australia Josey Sharrad dell’IFAW. Canguri, wallaby, opossum e molte altre specie sono state duramente colpite dall’inferno fuori controllo scatenatosi nelle ultime settimane, è quindi stato lanciato il Progetto Sacchetti.

Veterinari ed assistenti utilizzano sacchetti di cotone molto semplici per tenere questi animali al caldo,ha detto la sig.ra Sharrad. Questa cura per gli animali feriti o orfani può passare attraverso fino a sei sacchetti al giorno, ha aggiunto, e quindi è importante che vi sia una riserva.

Molti dei canguri avevano anche i piedi e le zampe ustionati a causa del rogo e così sono stati avvolti in bende per aiutare le loro ferite a guarire.

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Un cane spinge il suo padrone al lavoro ogni giorno

Ma’nao è un uomo di 59 anni sopravvissuto alla polio, che vive nella città di Luoyang, nel villaggio di Magou, in Cina. Ma’nao ha seguito la sua attività di piccole riparazioni di scarpe negli ultimi 40 anni secondo il Chinabouncing.com. Ogni giorno, il cane di Ma’nao,una femmina di pastore di razza mista  di due anni di nome Big Yellow (per via del pelo biondo), aiuta il suo compagno umano a raggiungere il posto in cui lavora spingendolo in salita fino alla sua bancarella nel bazar del paese in cui si trova l’attività di calzolaio dell’uomo.

Ciò che rende questa una storia incredibile è che Big Yellow spinge la sedia a rotelle di fortuna di Ma’nao su per la collina. Big Yellow sta a fianco del suo umano non importa in quali condizioni, e ha imparato a regolare la sua vita davvero unica. Ma’nao riesce a guadagnarsi il cibo con molta difficoltà, ma nonostante ciò lo divide con il suo cane, Big Yellow, però, ha imparato a seguire un percorso alternativo per il suo sostentamento. All’ora di pranzo, Big Yellow visita i ristoranti locali, dove tutti la conoscono e che regolarmente le danno da mangiare gli scarti e gli avanzi. Quando ha finito il suo pasto, il fedele cane torna al fianco di Ma’nao.

Una volta che Ma’nao e la storia di Big Yellow sono diventate virali in Cina, il governo è finalmente venuto in loro aiuto. Ora Ma’nao ha una vera e propria sedia a rotelle, ma trova ancora estremamente difficile salire la collina per andare al suo piccolo negozio, ma Big Yellow non lo abbandona. La parte migliore della storia è che la sovvenzione finanziaria per Ma’nao copre il costo del cibo per la coppia non dovranno preoccuparsi di avere di nuovo fame.

 

Operatrice sanitaria inglese ha salvato 100 bambini vittime dello tsunami del 2004

Un operatrice sanitaria britannica ha parlato della sua attività che le ha permesso di aiutare più di 100 bambini rimasti orfani a seguito del devastante tsunami di Santo Stefano che ha colpito l’Indonesia dieci anni fa.
Nizma Scoffield si è imbarcata su un volo per l’Indonesia solo tre settimane dopo il tragico evento e ha cominciato ad aiutare i bambini colpiti dal disastro.
L’orfanotrofio da lei fondato, che si trova nel villaggio di Paroy Lhoong, sulla costa di Aceh in Indonesia, ospitava 50 bambini che hanno perso le loro famiglie nella catastrofe.
Quando lo tsunami di Santo Stefano ha colpito – Nizma ha istituito una casa in una delle zone più colpite e ha preso trenta ragazzi e venti ragazze sotto la sua cura.
La donna, indonesiana di nascita e madre di due figli, si è trasferita a Londra 34 anni fa e ha sposato un inglese – ma è tornata in Indonesia con in  mano i soldi di molte donazioni britanniche, quando per colpa della catastrofe più di 30.000 bambini sono rimasti orfani.

Una volta atterrata, la terza settimana di gennaio del 2005, Nizma vide per prima cosa cadaveri ammucchiati accanto alle macerie e migliaia di bambini che avevano perso le loro famiglie.
Nizma ha detto: “Ci sono stati troppi orfani quando è avvenuto lo tsunami, troppi bambini rimasti senza famiglia, è per questo che abbiamo deciso di istituire l’orfanotrofio.
L’operatrice sanitaria visitò le tende allestite in fretta e piene di orfani gravemente traumatizzati dallo tsunami e con nessuno a prendersi cura di loro.
E’ stato devastante – non potevo nemmeno piangere la prima volta sono arrivata, la distruzione e il danno sono stati enormi” ha aggiunto.
Abbiamo cercato di farli divertire cantando insieme, disegnando e dando loro regali e libri – quando li ho sentiti ridere mi si è quasi spezzato il cuore. Siamo andati a trovare ragazze e ragazzi, erano tutti mescolati e alcuni di loro non parlavano. Abbiamo scelto quelli che non avevano più alcuna famiglia, che erano in realtà quelli che più avevano bisogno del nostro aiuto, sentivamo alcuni di loro gridare di notte.
Nizma ha trasferito 50 dei bambini in una casa in affitto, mentre cercava un terreno per costruire loro una casa.
I bambini sono rimasti spaventati dall’acqua e il rumore della pioggia e avevano gli incubi“, ha spiegato.
L’orfanotrofio nel villaggio di Paray, Lhoong, è un rifugio isolato incastonato tra due colline, accessibile solo in moto.
Comprare ottomila metri quadrati di terreno sulle colline sopra la costa è costato a Nizma circa 3.000 sterline ed altre 85.000 per costruire l’orfanotrofio che sta lì oggi.
Nizma ha detto: “Il denaro è stato donato in gran parte dalla comunità in Inghilterra. La risposta al mio appello è stata semplicemente incredibile, il cuore di tutti è stato lacerato dalla condizione dei bambini. Siamo andati a Lhoong perché era un territorio tagliato fuori, abbiamo provato ad andarci in moto, ma c’era cadaveri appesi agli alberi e quindi siamo andati in barca. Vorrei tornare indietro dall’Asia per parlare dell’Indonesia e dei bambini di lì e raccogliere più soldi per costruire loro una casa, e per vestirli e nutrirli.
Dieci anni dopo gli orfani di Nizma si sono sparsi per tutta l’Indonesia. Gli uomini sono diventati insegnanti e uomini d’affari e le ragazze si sono sposate ed hanno studiato al college.
Nina aveva solo dieci anni quando, aggrappata a un albero di cocco, ha visto sua madre spazzata via dallo tsunami.
Salvata e presa in custodia dal gruppo Chariots for Children, Nina ha trascorso la sua adolescenza in orfanotrofio e sta ora studiando all’università.
A 18 anni vive nel capoluogo di Aceh, ma è ancora terrorizzata dai terremoti e dalla parola morte.
Nizma ha detto: “Quando l’ho vista di nuovo l’ho fissata con stupore, lei sembra così cresciuta e alta, volevo solo abbracciarla e baciarla. Nina ama la matematica, la fisica e la chimica, così come l’economia e gli studi religiosi. Lei mi dice che vuole diventare una psicologa, per aiutare meglio il suo popolo, in futuro.
Un altra orfana dello tsunami, Lia è cresciuta e si è sposata, ma ancora si mantiene in contatto con Nizma.
Nizma ammette che putroppo non si è tenuta in contatto con tutti i suoi orfani, molti dei quali sono ora sposati e si sono allontanati.
Ha detto: “Purtroppo non so che cos’è successo loro – è molto difficile tenere i contatti.
Nizma, da Bromley, sta ora raccogliendo fondi per una nuova generazione di bambini senza casa in Indonesia che visita ogni sei mesi.
La casa riesce a racimolare donazioni per circa 600 sterline al mese, il che fornisce cibo, alloggio e lezioni per gli orfani indonesiani.
Ai bambini, la maggior parte dei quali sono vittime del recente conflitto nel paese, si insegna il corso di studi nazionale, giocano a calcio e praticano le arti marziali.
Nizma sogna di creare un business per gli orfani del villaggio in modo che possano lavorare e guadagnare i soldi per sostenere se stessi.
Nizma ha concluso: “Negli ultimi dieci anni tutto è cambiato, gli Stati Uniti sono venuti e hanno ricostruito le strade, le case che sono state distrutte sono state ricostruite e la gente ha ricominciato a lavorare e a commercare. Alcuni degli orfanotrofi sono vuoti ora, i finanziamenti sono diminuiti così tanto che le associazioni non possono permettersi di tenerli aperti. Ci piacerebbe invitare più bambini a studiare lì e dare loro un buon futuro – vorremmo essere un campus nel quale i giovani possano venire a studiare.

Un nuotatore norvegese si getta in un lago gelato per salvare un’anatra che stava annegando.

Un’anatra è rimasta intrappolata sotto il ghiaccio di un lago parzialmente congelato ed ha avuto molta fortuna dopo che è stata notata da un uomo del posto che stava progettando di fare un tuffo nell’acqua fredda.
Lars Jorun Langoien, 36 anni, ha individuato l’uccello bloccato sotto il ghiaccio del lago Sognsvann nei pressi della capitale norvegese, Oslo, e ha subito capito che era in difficoltà.
Dato che già indossava il costume da bagno, Lars si è spogliato e si è tuffato nel lago, dove ha rotto il ghiaccio e afferrato l’anatra priva di sensi.
Lars, che è un nuotatore professionista in acqua ghiacciata, ha detto: “Ho pensato che fosse in cerca di cibo e avevo visto la via d’uscita, il mio amico le ha fatto una foto. Ma poi ci siamo resi conto che era in trappola, aveva dimenticato dove fosse il buco ed esaurito l’ossigeno: stava annegando.
L’anatra sembrava senza vita quando l’ha portata sulla terra ferma, Lars ha eseguito su di essa la rianimazione cardiaca per riportare l’uccellino alla vita. Ha detto: “Quando sono arrivato a riva ancora non si muoveva, così le ho fatto la respirazione bocca a bocca e questo sembrava fare effetto. Si è svegliata e gurdata attorno anche se era un po’ stordita“.
Gli esperti hanno identificato l’uccello come un’anatra Bucephala, altrimenti nota come l’anatra Goldeneye, che si alimenta sul fondo degli stagni.

La storia dello scoiattolo e del soldato

Pyotr Pankratau era un soldato dell’esercito bielorusso quando trovò un fragile scoiattolino in punto di morte.
A quattro anni di distanza, Pankratau ha cambiato lavoro e fa il tassista, ma lo scoiattolo che ha salvato non lo ha mai lasciato.

La storia inizia così. Quattro anni fa un gruppo di soldati bielorussi trova un debole cucciolo di scoiattolo quasi morto e lo portano a Pankratau che è il loro Sergente Maggiore. Pankratau se ne prende cura, gli da’ da mangiare, come si fa con i bambini e cioè ogni 4 ore, finchè la bestiola non si riprende del tutto.

Lo avevano trovato steso per terra, privo di conoscenza, sotto un albero, con dei vermi che gli uscivano dalla bocca e alcuni anche nell’occhio destro. Io li ho tolti e due settimane dopo è tornato tutto normale. L’ho nutrito con alimenti per bambini e latte per mezzo di una siringa. Poi gli sono spuntati i dentini e ha potuto alimentarsi autonomamente. Sei mesi fa l’ho vaccinato e registrato.” Questa è una breve intervista rilasciata da Pankratau a Euro Radio.

Lo scoiattolo, che si chiama Minsk, è rimasto con Pankratau durante tutto il suo servizio militare ed anche adesso la coppia è inseparabile.

Pankratau ora ha lasciato l’esercito e fa il tassista. Minsk non è mai troppo distante da lui, praticamente è il suo secondo pilota.
Minsk è stato educato molto bene e si attiene alle sue aree di pertinenza sul taxi. Dorme nel suo letto sul cruscotto e talvolta da’ un’occhiata al suo salvatore attraverso il volante.

Non mostro Minsk a tutti i miei clienti. Perchè dovrei farlo? Perchè disturbarlo in continuazione? Lo mostro solo ai bambini.” ci dice Pankratau.

Un breve articolo in inglese con alcune foto.

Eroina a quattro zampe salva la sorella dall’annegamento in acqua gelata.

Due cagnoline che vivono sotto lo stesso tetto sono diventate inseparabili secondo i loro proprietari. La più giovane delle due è quella che i proprietari descrivono come la loro eroina per via del fatto che ha salvato la sorella.
Una mattina le cagnette sono andate fuori a giocare come fanno ogni giorno, e la più grande delle due, Hunter di un anno e mezzo, si è trovata in una situazione molto pericolosa. La sorella minore, Bentley di 6 mesi, era proprio al suo fianco, e le ha salvato la sua vita prima che fosse troppo tardi.
Avrebbe potuto andare davvero male“, ha detto Lisa Cassidy, “lei non sarebbe qui se non fosse per Bentley.
Ma Hunter è ancora qui, ed è in grado di giocare con la sua migliore amica e sorella, Bentley.
Sono complici. Sono quasi inseparabili. Se una va fuori senza che ci sia l’altra si siede e comincia ad abbaiare“, ha detto Tim Cassidy.
Hunter è quella che di solito si prende cura di Bentley la lecca, o si raggomitolano assieme quando fanno un pisolino. Tim e Lisa dicono che Hunter ha sempre tenuto d’occhio la sorellina, ma venerdì i loro ruoli sono cambiati.
Mi sono alzato la mattina e la prima cosa che facciamo di solito è lasciare che i cani vadano fuori. Ho aperto la porta, e sono corse fuori a giocare“, ha detto Tim.
Poco dopo, Bentley correva avanti e indietro dallo stagno sul retro della loro casa alla finestra dell’ufficio di Tim, abbaiando forte e correndo. E ha finalmente catturato la sua attenzione.
Bentley correva avanti e indietro nel cortile da sola il che era strano perché sono sempre intente a rincorrersi. Non ho visto Hunter da nessuna parte“, ha detto Tim.
Hunter non era in vista, e finalmente Tim segue Bentley.
Tutto d’un tratto Bentley si è fermata al bordo del ghiaccio e lo fissava. Tutto quello che potevo vedere di Hunter era il suo naso che spuntava da sotto il ghiaccio“, ha detto Tim.
Hunter era caduta attraverso il ghiaccio, ed ha lottato per rimanere a galla per 15 minuti. Tim è subito entrato in azione.
Ho una canoa così l’ho trascinata attraverso il cortile, e mi sono messo al centro dello stagno.  Era stata lì per non so quanto tempo, ma era a corto di fiato“, ha detto Tim.
Tim l’ha afferrata appena in tempo. L’ha tirata su rapidamente e ha cercato di scaldarla. L’hanno poi avvolta in strati di coperte, e persino portato un asciugacapelli fuori per asciugarla il più velocemente possibile.
Gli animali talvolta ti dicono qualcosa e io sono contenta che Tim abbia prestato attenzione“, ha detto Lisa Cassidy.
Lisa sollevata dice che deve tutto a Bentley. “Hanno un legame incredibile e lei non aveva intenzione di fermarsi fino a che Hunter non era al sicuro. Si guardano le spalle a vicenda“, ha detto Lisa.
I Cassidy hanno detto che cercheranno di tenere i cani lontani dal laghetto da ora in poi, ed hanno anche un piano di emergenza pronto, se una cosa del genere accadesse di nuovo.