La collina delle croci: centinaia di migliaia di volte in cui la Lituania è rimasta in piedi

Le stime suggeriscono che centinaia di migliaia di croci si trovino attualmente sulla Collina delle croci in Lituania. Simbolo della sconfitta dei ribelli che hanno combattuto contro il dominio degli stranieri, la collina è stata fatta a pezzi dalle autorità, ma ricostruita da gente coraggiosa. Potrebbe essere considerata non solo uno spazio sacro, ma anche un simbolo dell’orgoglio lituano.

La Collina delle Croci (conosciuta anche come il tumulo di Jurgaiciai) è un situata nella parte settentrionale della Lituania, a circa 12 km a nord di Šiauliai (la quarta città più grande in Lituania), vicino al villaggio di Jurgaičiai. Dall’indipendenza della Lituania dalla Russia all’inizio del XX secolo, la Collina delle Croci è stata meta di pellegrinaggi. Sebbene questo sito sacro sia stato visitato da innumerevoli pellegrini nel corso dei decenni, il suo status è stato ulteriormente rafforzato nel 1993 in seguito alla visita di Papa Giovanni Paolo II.
Le prime croci sulla collina delle croci
Si ritiene che le prime croci sulla Collina delle Croci siano state erette poco dopo la Rivolta di novembre, che durò dal 1830 al 1831. Durante questo conflitto, la Lituania combatté l’Impero russo nel tentativo di ottenere l’indipendenza. Dopo aver represso questa ribellione, i russi vittoriosi proibirono ai parenti dei ribelli morti di onorare adeguatamente i loro cari.
A causa di ciò, la famiglia e gli amici di questi ribelli iniziarono a erigere croci sulla Collina delle Croci. Comunque sia, i primi riferimenti alla Collina delle croci in fonti scritte possono essere fatti risalire solo al 1850 circa.
Un’altra ribellione contro i russi, conosciuta come rivolta di gennaio, iniziò nel 1863 e terminò l’anno seguente. Anche se i ribelli furono di nuovo sconfitti nella loro lotta per l’indipendenza, ci fu un’impennata nella costruzione delle croci sulla Collina delle Croci. Una delle ragioni di ciò è la decisione delle autorità russe di vietare l’installazione di croci non solo sul lato delle strade, ma anche nei cimiteri.
Pertanto, i lituani decisero di installare croci sulla collina delle croci. Ancora più croci furono collocate sulla collina verso la fine del 19 ° secolo. I credenti dicono che un’apparizione della Vergine Maria e del bambino Gesù incoraggiarono le persone a installare croci su questo sacro tumulo.
Luogo proibito
Il 1940 ha visto l’inizio dell’occupazione della Lituania da parte dell’Unione Sovietica. I sovietici furono cacciati dal paese dalla Germania nazista l’anno seguente, sebbene tornarono nel 1944 e occuparono la Lituania fino al 1991. Durante l’era sovietica, l’installazione di croci fu proibita e la Collina delle Croci divenne un luogo proibito, poiché era considerato un’opposizione all’ideologia sovietica.
Nel 1961 le croci sulla collina furono distrutte dalle autorità. Quelle di legno furono bruciate, quelle di metallo sciolte e riutilizzate come rottami di metallo, e quelle di pietra e cemento schiacciate e utilizzate per la costruzione di strade. Questo atto di distruzione non solo non riuscì a schiacciare lo spirito dei lituani, ma rafforzò ulteriormente la loro determinazione, mentre cominciavano a ricostruire il loro spazio sacro sulla collina.
Nei decenni successivi, le autorità sovietiche cercarono nuovamente di distruggere la Collina delle Croci. Alcune delle tattiche erano dirette. Tra il 1973 e il 1975, ad esempio, circa mezzo milione di croci furono distrutte ogni anno. Furono anche impiegate tattiche sottili. Ad esempio, le croci vennero distrutte dal momento che non avevano alcun “valore artistico” e ai pellegrini era proibito visitare il sito a causa di alcune “epidemie”. Tuttavia, queste azioni non servirono a nulla, poiché le croci vennero nascoste segretamente dai credenti durante la notte.
Un simbolo della Lituania
Con il crollo dell’Unione Sovietica nel 1991, la persecuzione si fermò e la Collina delle Croci divenne un simbolo della Lituania. Il 7 settembre 1993, il sito fu visitato da Papa Giovanni Paolo II. Questa visita del capo della Chiesa cattolica rese la località ancora più famosa sulla scena internazionale.
Inoltre, quando il pontefice visitò il monastero francescano sul Monte Verna in Italia nel 1994, incoraggiò l’ordine a costruire un monastero sulla Collina delle Croci. Questo venne fatto e fu realizzato un convento francescano consacrato nel 2000. Oggi i pellegrini continuano a visitare la Collina delle Croci, dove circa centomila croci sono stati collocate nei decenni dai pellegrini che visitano il sito.

La grotta di Aven, la caverna subacquea che ospita il più grande cimitero di ossa animali.

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Una grotta allagata nella Riserva Naturale di Tsimanampetsotsa del Madagascar è anche un cimitero subacqueo, scoperto di recente, ricco di fossili di specie estinte da tempo, alcuni diverse migliaia di anni fa.
Un team di scienziati guidato dal professore del Brooklyn College Alfred Rosenberger ha scoperto fossili notevolmente ben conservati di tartarughe, roditori, coccodrilli e dell’uccello elefante, un uccello non volatore ormai estinto, simile ad uno struzzo.
Abbiamo un vero e proprio campionario di creature piccole e grandi“, ha detto Rosenberger a National Geographic. Le creature più grandi in questo caso sono quelle che hanno fornito le ossa di maggiori dimensioni  presenti nella grotta, i lemuri giganti ormai estinti.
Questi predecessori dei lemuri di oggi fanno onore al proprio nome dato che alcuni erano grandi come gorilla. Per fare un confronto, i lemuri che conosciamo e ammiriamo oggi vanno dal peso di 30 grammi fino circa ai 9 chili. Questi primati giganti si sono estinti tra 2.000 e 500 anni fa per motivi che i ricercatori stanno ancora cercando di capire.
Come queste ossa siano finite nella grotta è un altro mistero. Rosenberger pensa che molte finirono nella grotta col passare del tempo, prima e anche dopo che gli esseri umani colonizzarono il Madagascar.
Aven è una delle tre grotte inondate presenti nel parco che i ricercatori stanno esplorando e potrebbe essere il più grande cimitero fossile del Madagascar. Quando la squadra iniziò ad esplorarla, la grotta era così piane di ossa che “i subacquei le sentivano ogni volta che muovevano le mani“.
La Madagascar Cave Diving Association ha recentemente istituito un museo subacqueo per mostrare alcuni dei reperti e per i subacquei esperti era possibile esplorare questa meraviglia sommersa, ma dal 11/10/17, la grotta è chiusa ai subacquei, poiché vi sono ricerche scientifiche in corso.

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Luoghi particolari – Namibia, cerchi delle fate

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I cerchi delle fate, che si formano nelle savane della Namibia, sono delle formazioni circolari molto simili ai cerchi nel grano tranne che questi si formano in aree erbose. I cerchi delle fate sono costituiti da aree circolari di sabbia, prive di vegetazione, circondati da un anello di vegetazione, che si formano spontanemente in aree erbose e solo in Namibia.
In media sopravvivono per 24-75 anni (quelli più grandi sopravvivono più a lungo) poi scompaiono così come sono apparsi.

Le popolazioni Himba che vivono nella zona li interpretavano come il frutto di un intervento divino. Gli scianziati sono molto più pragmatici e analizzando la formazione di queste strutture hanno scoperto che alla loro genesi nel cerchio erano presenti colonie di termiti. I ricercatori non avevano, però, a disposizione prove sufficienti per essere certi che fossero proprio questi insetti all’origine dei cerchi delle fate.
Il botanico Norbert Juergend dell’università di Amburgo in Germania, ha portato nuove prove a sostegno di questa ipotesi.
Il ricercatore ha analizzato i cerchi delle fate in vari stadi della loro formazione ed ha scoperto che le termiti presenti nel terreno alla formazione dei cerchi si nutrono delle radici dell’erba che in questo modo secca. Al margine di tali aree, però l’erba continua a crescere e l’umidità che viene conservata dalla colonia di termiti presente all’interno del cerchio permette all’erba sul bordo di sopravvivere anche nella stagione secca.

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Luoghi particolari – miniera di sale di Khewra

La miniera di sale di Khewra è conosciuta anche come Mayo Salt Mine, in ricordo di lord Mayo, che la visitò quand’era Vicere dell’India.
La miniera fa parte di una cantena che ebbe origine 800 milioni di anni fa, quando l’evaporazione di un mare poco profondo, seguita da sommovimenti geologici, generò una catena che si estendeva per circa 300 chilometri.
Le riserve di sale di Khewra furono scoperte da Alessandro Magno quando attraversò il Jhelum e la Regione di Mianwali, durante la sua campagna in India. La miniera, in realtà, non fu scoperta personalmente da Alessandro Magno o dai suoi alleati ma dai cavalli del suo esercito, che si misero a leccare le rocce.
Il sale Himalayano è vecchio di milioni di anni e molto puro, privo di gran parte delle tossine e sostanze inquinanti che pervadono altre forme di sale.
Conosciuto sull’Himalaya come l’oro bianco questo sale contiene tutti gli 84 minerali naturali che si possono trovare nel corpo umano.
Questo sale è anche maturato negli ultimi 250 milioni di anni sotto un’intensa pressione tettonica che ha creato un ambiente isolato da tossine e impurità.
Il sale da tavola è composto per il 97,5% di cloruro di sodio e 2,5% di sostanze chimiche come iodio, sostanze assorbenti e zucchero. Il sale comune viene essiccato a più di 650° C, un processo che distrugge molte delle sue strutture chimiche. Al sale himalayano non è accaduto, inoltre i cristalli del sale dell’Himalaya esistono in forma colloidale, il che significa che è molto più facile per le nostre cellule assorbirlo.

Fonte:  Wikipedia

Cenote Angelita

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Guardando questa immagine sembra di osservare un fiume che scorre.
Alcuni metri al di sopra di esso, però, nuota un sub. Questo fenomeno si produce in un Cenote dell’Argentina chiamato Cenote Angelita. 
Il Cenote è un inghiottitoio con bordi rocciosi ripidi che contiene acqua di falda.

E’ un fenomeno molto frequente nella Penisola dello Yucatan e di alcune isole caraibiche. Il termine deriva da una parola Maya che indicava qualunque luogo dal quale fosse possibile accedere alle acque freatiche.
Guardando questa foto e le altre del fotografo russo Anatoly Beloshchin si ha l’impressione di trovarsi sulle rive di un fiume in autunno.

Il fiume che si vede sul fondo è composto da sulfuro di idrogeno disciolto in acqua. L’illusione di essere in presenza di un fiume subacqueo è dovuta ad un fenomeno chiamato aloclino che è un fenomeno di stratificazione di acque con diversi gradi di salinità e temperature diverse. La salinità e la temperatura dell’acqua ne modificano la densità. Nella penisola dello Yucatan esistono molti posti in cui questa stratificazione diventa evidente. L’acqua dolce di origine pluviale galleggia sull’acqua marina salata più densa. 
Nel Cenote Angelita le acque sono dolci alla profondità di 30 metri e salate oltre i 60 metri. 

Fonte: Seawayblog

Luoghi particolari – Lago Natron


Lago Natron – Tanzania

Il Lago Natron è un lago salino situato nella Tanzania settentrionale, nella Rift Valley africana a circa 600 metri di altitudine, vicino al confine keniota. 
Nei pressi della sua riva sudorientale si trova il Vulcano Gelai. Il lago raggiunge a malapena i tre metri di profondità, e varia in ampiezza a seconda del livello di riempimento.
Il suo colore caratteristico è un rosso scuro e profondo con striature biancastre superficiali dovute all’accumulo del sodio.
Questa è una caratteristica particolare comune a questo tipo di lago in cui si verificano intensi cicli di evaporazione. Con l’evaporazione dell’acqua, durante la stagione asciutta, il livello di salinità aumenta a un punto tale che certe colonie di microrganismi cominciano rapidamente a prosperare. 
Questi microrganismi comprendono i cianobatteri, che sono batteri che si sviluppano in ambiente acquatico traendo nutrimento dalla luce solare con un procedimento simile alla fotosintesi clorofilliana delle piante svolta da un pigmento rosso vivo che è poi il responsabile del colore del lago Natron.
Il colore può variare e tende all’arancio dove l’acqua è meno profonda.
Gli stessi microrganismi che colorano di rosso o arancio questo lago e anche altri laghi salini, sono gli stessi responsabili della colorazione arancione dei gamberetti di cui si nutrono i fenicotteri che poi, trasmessa alle penne dei volatili, da’ loro la particolare colorazione rosa.

Curiosità.
Natron è anche il nome di un particolare sale utilizzato dagli Antichi Egizi per mummificare i morti.
Il natron (carbonato idrato di sodio) deriva il suo nome dalla parola egizia del sale “Ntry“, che significa puro, divino, aggettivazione di “Ntr” che significa dio. Il simbolo del sodio (Na) deriva dal nome latino del”natrium“. Il nome latino “natrium” deriva poi dal greco nítron, che a sua volta derivava dal nome egizio. La sostanza ha dato il nome all’antico luogo estrattivo, Wadi el-Natrun, un lago quasi asciutto in Egitto che conteneva elevate quantità di carbonato di sodio (Na2CO3). 

Il natron era utilizzato in passato nell’operazione dell’imbalsamazione, per le sue proprietà di assorbimento dell’acqua, e aveva una notevole importanza nell’ambito dei rituali religiosi e nella produzione del vetro. Viene utilizzato anche nell’industria chimica per creare il colore blu (detto appunto blu egiziano) – Fonte

La grotta di Naica, dove i cristalli sono più alti dell’uomo

Quando, nell’aprile del 2000, i fratelli Juan e Pedro Sanchez hanno iniziato a scavare un tunnel nella zona mineraria di Naica, in Messico, crcavano proprio cristalli. Quel che hanno trovato, però, ha superato anche le più rosee aspettative. La loro trivella è infatti sbucata in una caverna composta interamente da enormi cristalli, lunghi anche 5 metri. Lo spettacolo offerto è straordinario, e il governo messicano ha intenzione di aprire la grotta al pubblico.

Chi l’ha vista, anche solo in foto, parla di una sorta di cattedrale di cristallo sepolta sottoterra. Nella grotta di Naica, in Messico, i cristalli di selenite arrivano a sfiorare i 10 metri d’altezza e i 2 di diametro. 

Questi colossi simili ai denti di un gigante hanno origine da cristalli di gesso che si accumulano nelle profondità di una miniera di piombo e gesso, sepolta 300 metri sotto il suolo del deserto del Chihuahuan, e che crescono ad un ritmo che equivale allo spessore di un capello ogni 100 anni.
Queste meraviglie possono essere osservate dai geologi più esperti solo per pochi minuti: la temperatura della grotta si aggira attorno ai 48 °C, con un’umidità quasi al 100%, condizioni che l’uomo non può sostenere a lungo.

Danxia Landform

Le Danxia Lanform sono dei paesaggi caratteristici di zone del sud-est e sud-ovest della Cina, soprattutto nella Provincia di Gansu, e consistono in ripide scogliere tinte di una sfumatura molto intensa di rosso.
E’ un tipo particolare di geo-morfologia tipico della Cina ed è costituito da arenaria rossa e conglomerati originari del Cretaceo. 
Le formazioni presenti nelle zone di Taining e Fujian, nel sud-est della Cina sono un bel esempio di giovani formazioni di questo tipo solcate da profonde valli. Man mano che le formazioni invecchiano le valli si allargano e si formano torri e creste isolate.
Queste formazioni prendono il nome dal monte Danxia che è solo uno degli esempi più famosi di Danxia Landform. 
Tipica di queste formazioni è anche la presenza di caverne basse e ed isolate.
Nel 2010 alcune Danxia Landform della Cina meridionale sono state iscritte al World Heritage Site e più precisamente: il Monte Langshan e il Monte Wanfoshan (Provincia di Hunan), il Monte Danxia (Provncia di Guangdong), Taining and Guanzhishan (Provincia di Fujian), i Monti Longhu e Guifeng (Provincia di Jiangxi), Fangyan, Il Monte Jianglang (Provincia di Zhejiang), e il Monte Chishui (Provincia di Guizhou)