Che differenza c’è tra il nuovo coronavirus e l’influenza?

Il nuovo focolaio di coronavirus ha fatto notizia nelle ultime settimane, ma c’è un’altra epidemia virale che colpisce i paesi di tutto il mondo: l’influenza stagionale. Ma come si possono confrontare questi due virus e quale è davvero il più preoccupante?

Finora, il nuovo coronavirus, soprannominato 2019-nCoV, ha causato oltre 20.000 malati e 427 morti in Cina, e oltre 200 malati e due morti al di fuori della Cina continentale. Ma questo non è nulla rispetto ai numeri dell’influenza stagionale. Solo negli Stati Uniti, l’influenza stagionale ha già causato circa 19 milioni di malati, 180.000 ricoveri e 10.000 morti solo in questa stagione, secondo i Centers for Disease Control and Prevention (CDC). Continua a leggere

E’ vero che prima del ‘700 le donne non portavano le mutande?

Il termine “mutanda” deriva dal latino mutandus (dal verbo mutare) e significa “cosa da cambiare”.
Anticamente, le mutande erano un indumento tipicamente maschile, solitamente in lino e di lunghezza variabile a seconda della moda del periodo. Le donne solitamente non portavano mutande ma la camicia.
Nel corso dei secoli le mutande sono entrate ed uscite dai guardaroba delle donne, ma fino al ‘700 erano considerate un indumento sconveniente. Caterina de’Medici, nel ‘500, ne introdusse l’uso tra le nobildonne: inventò dei mutandoni con la funzione di coprire le gambe delle signore durante l’equitazione. Questa moda si diffuse tra gli ambienti nobiliari europei, ma, ben presto, le mutande divennero uno strumento di seduzione: erano confezionate con tessuti d’oro e d’argento, ornate da ricami e pietre preziose. Indossarle divenne, quindi, un segno di eccessiva frivolezza e libertà di costumi. La chiesa le osteggiava reputandole un capo osceno e libidinoso.

In Italia si dice le introdusse Isabella d’Este nel 1500. Erano larghe e lunghe fino al ginocchio, ma diventarono subito un indumento per le prostitute, che le indossavano ornate di ricami e nastri e che le lasciavano intravedere sollevando le gonne.

Le mutande femminili entrarono nell’uso comune piuttosto tardi. All’inizio dell’Ottocento, diventarono, pur fra molte resistenze, parte della biancheria femminile: il modello era formato da lunghe brache tubolari accuratamente nascoste.
Assieme alle mutande venne introdotta anche la biancheria intima, bianca e ornata di pizzo. Essa era tuttavia riservata soprattutto alle signore, e solo all’inizio del Novecento entrò anche nell’uso delle classi popolari.
Col progredire del ‘900 le mutande si accorciarono e arricciarono. Con l’avvento della celebrata “donna fatale” la biancheria assunse connotazioni più erotiche, e addirittura le mutande venivano mostrate, accompagnate da calze nere, nello sfrenato ballo del “can can”.
Negli anni ’20 del novecento le mutande diventarono corti pagliaccetti, per poi accorciarsi sempre di più fino agli anni ’60, quando la minigonna obbligò ad usare slip piccoli e discreti.
Oggi le mutande vengono confezionate nelle fogge e nei materiali più vari e sono diventate di uso comune, anche se nel mondo dello spettacolo si preferisce talvolta rinunciarvi specie sotto certi abiti da sera, per evitare che l’intimo risulti visibile.

I popoli Maya e la "fine" del mondo

Le popolazioni di origine Maya del Guatemala accusano il Governo e i turisti della fine del mondo di perpetuare il mito secondo il quale il loro calendario profetizza una fine del mondo imminente, al solo fine di fare soldi.
“Noi ci dichiariamo pubblicamente contrari alla frode, alle bugie e alla distorsione della realtà che vogliono trasformarci in folclore al solo fine di guadagnarci. Non si sta’ dicendo la verità sui cicli del tempo.” accusa Felipe Gomez, leader dell’alleanza Maya Oxlaljuj Ajpop.
Molti film e documentari hanno portato avanti l’idea che l’antico calendario Maya preveda la fine del mondo per il 21 dicembre 2012, tra poco meno di due mesi.
Il Ministero per la Cultura Guatemalteco sta’ ospitando un grande evento a Guatemala City – al quale si prevede parteciperanno più di 90.000 persone – nel caso in cui il mondo finisse veramente a fine anno, mentre i tour operator organizzano viaggi a tema.
Il leader delle popolazioni Maya, Felipe Gomez, ha invitato caldamente l’Istituto per il Turismo a ripensare la celebrazione del giorno del giudizio, che ha criticato come uno “show” irrispettoso della cultura Maya, mentre gli esperti fanno sapere che la sola cosa che finirà a dicembre 2012 è un ciclo temporale di uno dei  calendari Maya.
Il gruppo di Gomez ha pubblicato una dichiarazione che dice che il nuovo ciclo del tempo semplicemente “porterà grandi cambiamenti a livello personale, famigliare e della società in modo tale che ci sarà armonia ed equilibrio tra genere umano e natura”.
Oxlajuj Ajpop sta’ organizzando degli eventi sacri in 5 città per rimarcare l’evento, inoltre Gomez ha detto che il Ministero per la Cultura sarebbe stato più saggio a supportare le loro legittime celebrazioni. 
Alcune informazioni ulteriori.
Più della metà della popolazione del Guatemala, che ammonta a circa 15 milioni di abitanti, hanno sangue Maya nelle vene.
Il calendario Maya ha 18 mesi di 20 giorni l’uno, più un mese sacro, “Wayeb”, di 5 giorni.
“B’aktun” è la più grande unità nel sistema dei cicli temporali e corrisponde a 400 anni. L’era più lunga corrisponde a 13 B’aktun, e quindi corrisponde a 5200 anni.
L’epoca d’oro della cultura Maya è stata tra il 250 e il 900 dopo Cristo.

Fonte: White wolf pack