Perché il fioretto si chiama così?

Era il 1600 quando in Europa si diffuse l’usanza di allenarsi con le armi da taglio. Spade, pugnali, sciabole erano utilizzate dai maestri per istruire i giovani al combattimento, al duello e naturalmente all’arte della guerra.
In particolare, in Francia, per evitare ferite durante le esercitazioni la punta delle armi fu protetta con una cuffia di cuoio rassomigliante ad un fiore (in francese fleur). Fu così che da allora la spada da allenamento, divenuta poi sport olimpico, si chiama fioretto.
Secondo altre fonti l’invenzione del fioretto è attribuita a Fiore dei Liberi, uno dei primi maestri di scherma, nato in Friuli (allora facente parte del Sacro Romano Impero Germanico) a cavallo tra il XIV e il XV secolo. La denominazione dell’arma ricorderebbe quindi il nome del suo inventore. Ancora oggi nello stemma del Comune di Premariacco (in provincia di Udine), dove Fiore dei Liberi nacque e visse, è presente il disegno di un fioretto su sfondo azzurro.

Perchè sono nate le arti marziali?

Per “arte marziale” (da Marte dio della guerra) si intende una disciplina legata al combattimento corpo a corpo basata su un codice interno di regole e tecniche fondate a loro volta su principi  culturali, fisici e filosofici. Le arti marziali più importanti e praticate oggi anche in occidente si sono sviluppate in Estremo Oriente e la maggior parte di esse deriva da alcune tecniche di lotta per difesa personale messe a punto da monaci della Cina settentrionale intorno all’VIII secolo a.C. Queste tecniche ebbero grande impulso intorno al VI secolo a.C. quando entrarono in contatto coi principi filosofici del buddismo, trasformandosi in vere “arti”.

Il termine è entrato nell’uso comune agli inizi degli anni sessanta quando vennero introdotte in occidente le arti marziali orientali e talvolta viene associato solo a queste ed in particolare alle arti marziali cinesi, giapponesi e coreane. In realtà già dal 1500 i sistemi di combattimento in Europa venivano definiti in questo modo, un manuale inglese di scherma del 1639, in particolare, lo utilizzava riferendosi specificatamente alla “scienza e arte” del duello di spade, facendolo derivare dal latino poiché “arte marziale” significa letteralmente “arte di Marte”, il dio romano della guerra.

Oggi, le arti marziali vengono studiate per varie ragioni: ottenere abilità di combattimento, autodifesa, sport, salute fisica e come forma di ginnastica, autocontrollo, meditazione, responsabilizzazione sull’uso della forza, acquisire confidenza col proprio corpo, sicurezza nelle proprie capacità e consapevolezza dei propri limiti.
Per approfondire: arti marziali

Sapevate che basket e pallavolo sono nati nella stessa città a 3 anni di distanza?

Curiosa coincidenza, due degli sport di squadra più popolari, basket e pallavolo, sono nati nel College della stessa città americana, Springfield, nel Massachusetts, a circa 3 anni di distanza. Il basketball fu opera di James Naismith, professore di educazione fisica canadese, che nel dicembre del 1891 organizzò la prima partita, nove contro nove, con cesti appesi in palestra. Gli era stato chiesto di trovare uno sport che potesse tenere in allenamento durante la stagione invernale i giocatori di football in alternativa agli esercizi di ginnastica.
Dalla fine del XIX secolo, il basket si è diffuso in tutto il mondo, grazie all’attività di propaganda della Federazione Internazionale Pallacanestro, fondata nel 1932. È uno sport olimpico dalla XI Olimpiade, che si tenne a Berlino nel 1936.

Nel febbraio del 1895, William Morgan, insegnante in una cittadina presso Springfield, organizzò in città la dimostrazione di un nuovo sport con squadre di 5 membri, ispirandosi ad un antico gioco con la palla chiamato Minonette (da minon, micio, che era stato il nome di un gioco con la palla praticato da nobili e dame due secoli prima in Francia).
Con l’aiuto di due squadre composte da 5 membri, tra cui il sindaco e il comandante dei vigili del fuoco di Holyoke, avvenne il battesimo di questo nuovo gioco sportivo con caratteristiche profondamente diverse dagli altri sport in voga a quel tempo.
L’anno dopo i gioco divenne volleyball.
È presente nel programma dei Giochi olimpici estivi dal 1964 ed è uno degli sport più praticati a livello scolastico.